PERSONAL FUNDRAISING:
COME CONVINCERE LA TUA COMMUNITY A FARE RACCOLTA FONDI PER TE?

Intervista a Ferdinando Ricci

“Personal Fundraiser” ultimamente se ne sente parlare molto ma chi sono? Come si sviluppa una strategia di personal fundraising che sia efficace? Ce ne parlerà Ferdinando e lo farà attraverso un caso eclatante: quello delle Pink Ambassador di Fondazione Umberto Veronesi!

Ferdinando ha maturato più di 10 anni di esperienza nel settore nonprofit con competenze specifiche in ambito marketing e fundraising. Si occupa principalmente di strategie di raccolta fondi, analisi dei trend di settore, brand awareness e attualmente ricopre il ruolo di Responsabile marketing e fundraising specialist in Fondazione Umberto Veronesi.

Conosciamolo meglio e facciamoci svelare qualche piccolo spoiler sulla sua sessione del Festival 2021!

 

L’emergenza Covid-19 ci ha costretti a ripensare il nostro lavoro e anche noi stessi. Quali sono stati i principali cambiamenti che hai visto nel tuo lavoro?

Sul mio lavoro la pandemia ha impattato su due aspetti principali, da un lato sui processi organizzativi e dall’altro sui rapporti umani. In merito al primo aspetto è stato necessario ripensare velocemente le attività e la loro organizzazione, molti progetti “fisici”, campagne di raccolta fondi, eventi, sono stati riadattati in formato on line, è stato per questo necessario accelerare la trasformazione e attuazione di strategie digitali del lavoro e delle attività. Inoltre abbiamo dovuto rivedere il modo di comunicare la nostra causa, ossia il sostegno alla ricerca sui tumori, perché la pandemia ha spostato l’attenzione sulla ricerca e cura contro il Covid19 mettendo in secondo piano tutti gli altri ambiti di salute.

L’altro grande cambiamento è stato quello delle relazioni personali, non poter incontrare colleghi, donatori, volontari, collaboratori è stato un grande limite. Per fortuna abbiamo i mezzi digitali che ci aiutano a sentirci e vederci giornalmente ma le tante video call non ci restituiscono il calore dei momenti insieme. Inoltre il Covid ci ha obbligati a rivedere quella che per me prima era una distinzione ben chiara fra spazi di lavoro e spazi di famiglia, con mia moglie abbiamo dovuto riorganizzare le nostre agende in funzione dei rispettivi impegni lavorativi, ma alla fine siamo riusciti a creaci l’opportunità di vivere di più e meglio la nostra famiglia e passare più tempo con nostro figlio.

 

Oggi più che mai è evidente l’importanza e il ruolo cruciale che giocano i volontari e gli ambassador all’interno delle organizzazioni nonprofit. Eppure se ne parla sempre poco spesso. Quali sono secondo te i modi migliori per coinvolgerli più seriamente e tenerli ingaggiati all’interno della propria organizzazione?

Volontari, Ambassador, Delegati sono i primi promotori della nostra buona causa, sposano i nostri valori e donano il loro tempo per un obiettivo comune. Bisogna però farli sentire parte attiva di un progetto, far capire loro che l’organizzazione rappresenta un facilitatore un veicolo per raggiungere insieme risultati impattanti a favore della collettività.

Nel nonprofit stai in guardia da…

chi pensa che raccogliere fondi sia facile.

 

Cosa cambieresti nel tuo lavoro oggi?

 L’abuso delle call :)

A parte gli scherzi un aspetto che cambierei è la percezione diffusa che si ha all’esterno del terzo settore, in particolare per quello che riguarda le competenze professionali di chi ci lavora, un pensiero molto diffuso infatti è quello che i lavoratori del non profit siano meno preparati di chi lavora nel profit. Vorrei sottolineare che chi lavora nel terzo settore (ma poi perché terzo se siamo i primi a pensare al prossimo?) ha un dovere enorme nei confronti della collettività, dei beneficiari e dei donatori che credono in noi e ci aiutano a portare cambiamenti concreti a favore della collettività; per perseguire i nostri obiettivi c’è bisogno di studio, formazione, competenze trasversali e soprattutto un grande senso di responsabilità.

 

SULLA TUA SESSIONE: perché i partecipanti non dovrebbero proprio perderla?

Perché racconterò una storia straordinaria quella delle Pink Ambassador di Fondazione Umberto Veronesi, donne forti che non si fermano davanti a nulla. Parlerò di personal fundraising fatto con il cuore.

 

Al Festival del Fundraising Ferdinando ci svelerà tutti i segreti di una strategia di personal fundraising efficace. Come si può sviluppare? Da dove partire? A queste e tante altre domande Ferdinando risponderà durante la propria sessione del festival il 7-8-9 Luglio.

Ringraziamo Ferdinando per la gentilezza e per essersi reso disponibile. Adesso non ci resta che aspettarlo al Festival!

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