L’ANIMA E IL CUORE NEL CORPORATE FUNDRAISING
Intervista a Giovanna Bonora

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Il Festival del Fundraising significa anche condividere la propria esperienza, regalandola a chi ascolta per guidare con l’esempio e ispirare. L’esperienza di chi fa questo lavoro da anni o di chi durante la carriera ha avuto l’occasione di cimentarsi in settori diversi del nonprofit.

Giovanna Bonora rientra in entrambi i casi. Oggi Head of High Value Giving a Vidas, ha 18 anni di esperienza come fundraiser. Una carriera già lunga, in cui ha lavorato in ogni possibile ambito: sociosanitario, cultura, cooperazione internazionale, educazione. Insomma, è una di quelle persone che le hanno viste un po’ tutte e che in ogni situazione possono dare il consiglio giusto e che bisogna conoscere non solo come professionista, ma anche dal punto di vista umano. Anche per questo, del resto, è la vincitrice dell’Italian Fundraising Award 2019.

 

Ci mandi la tua foto da piccola? 

Ecco una mia foto, sorridente come sempre.

 

Cosa sognavi di fare da grande?

Da piccola sognavo di diventare una giornalista. Oggi mi sfogo pontificando attraverso i social network!

 

Il tuo Personal Statement: il pensiero, la frase, la citazione che più ti rappresenta?

Ce ne sono così tante! Il mio life motto è il Whatever works di Woody Allen, ma il mio epitaffio sarà quello del Suonatore Jones di Edgar Lee Masters: “I ended up with a broken fiddle / And a broken laugh, and a thousand memories, / And not a single regret.”

 

Che capacità bisogna allenare per essere un High Value Giving Senior Fundraiser di successo?

L’ascolto. L’ambizione. La passione. La curiosità. La tensione verso gli obiettivi, senza dimenticare mai il senso: i numeri e i risultati contano, ma senza l’anima del progetto si esauriscono in fretta e non si moltiplicano. E soprattutto: l’amore per i propri donatori, un amore sincero e non costruito da un piano di contatto.

 

Una cosa a rischio di estinzione nel fundraising?

Il coraggio: prendete posizione, colleghi fundraiser! E stimolate le vostre organizzazioni a farlo!

 

Una cosa che vuoi assolutamente fare il prossimo anno per la campagna corporate? E per quella rivolta ai major donors?

Vorrei che le aziende si sentissero sempre più partner e coinvolte anche nelle decisioni strategiche della nostra organizzazione. E che i major donor “nuovi” si sentissero vicini come quelli storici. Vorrei per entrambi che ci fosse molto più scambio bidirezionale.

 

Un errore assolutamente da non fare con le aziende e i grandi donatori?

Pensare che siamo noi i detentori dei valori della solidarietà e della responsabilità sociale, tendendo loro la mano dalle nostre presentazioni dove offriamo un passaggio verso “il mondo del bene”. I nostri donatori spesso sono molto meglio di noi, non abbiamo nulla da insegnare ma tutto da dimostrare!

 

L’intuizione geniale che hai avuto nel tuo lavoro?

Nessuna intuizione geniale. Solo tanta sensibilità verso l’esterno e tanta diplomazia verso l’interno. Non nel senso strumentale e opportunistico, ma imparando davvero a vedere le cose con gli occhi dell’altro, che sia un donatore o un collega. 

 

Giovanna sarà al Festival come relatrice del BOOTCAMP Corporate Fundraising Bootcamp - Decostruire e Ricostruire la propria attività di corporate fundraising insieme a Licia Casamassima. Un laboratorio pratico inedito, mai fatto prima, basato sui principi del Corporate Fundraising, con la possibilità di portare all’attenzione di Giovanna e Licia una propria idea di partnership. Il tuo metodo di approcciare le aziende sarà esaminato con un lavoro di gruppo e poi si confronterà con una vera e propria giuria di aziende che sceglierà il progetto migliore. 

Una sessione con due relatrici perfette per l’occasione e da non perdere! Noi ci saremo e in attesa di incontrare Giovanna a maggio la ringraziamo per averci dedicato il suo tempo e le sue preziose risposte.

Presi dal blog
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