Cosa dice chi è stato al Festival del Fundraising

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EMERGENCY ONG ETS
Filopea
SOS Villaggi dei Bambini - Italia
Amnesty International Italia
Antoniano
AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla
Freelance
Fondazione Paideia
Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer
Cittadinanza Ets
LAV
Francescani per la Vita
Medici Senza Frontiere
Fond. Ospedale Pediatrico Meyer
AIL
Fondazione Gaslininsieme
Fondazione PIME Onlus
AFC Fiorentina
Fondazione PIME Onlus
Data Prosper
Consulente
Fondazione Telethon
Strategy Consultant
Harvest
Save the Children Italia
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Upsall International
Caritas Ambrosiana
Fond. Piemontese per la Ricerca sul Cancro
Associazione Dare
Fondazione IEO-MONZINO
Unione delle Comunità Ebraiche
La Formica Cooperativa Sociale
Ibex Edizioni
Oxfam
LVIA Ong
Amref Health Africa - Italia
Greenpeace Italia
Fondazione Terzoluogo
Fondazione Unipolis
AIL
Fondazione Progetto Arca
Essere Animali
CESVI
LAV
Istituto Serafico di Assisi
SOS MEDITERRANEE Italia
Fondazione Lega del Filo d'Oro

Nicola Ciano

Fundraising Director EMERGENCY ONG ETS

Vengo al Festival, sì, da tantissimi anni e sono tante le cose che ho portato a casa, ma quella più importante è il networking, la rete di contatti, amici, che ogni giorno sono a disposizione per un confronto, una chiacchiera, un caffè, un aiuto anche quando c'è bisogno e viceversa. Continuo a tornare al Festival per lo stesso motivo, reincontrare le persone che ho già visto negli ultimi anni e anche conoscerne di nuove, perché credo convintamente che il Festival sia in qualche modo energizzante, un momento veramente importante per noi fundraiser, e quindi è giusto esserci ogni anno. Una cosa che direi a chi non è venuto al Festival, devi farlo, il prima possibile.

Mattia Dell'Era

Co Executive Director Filopea

Il Festival del Fundraising è da sempre un appuntamento speciale, un evento in cui ogni fundraiser deve essere presente perché non è solo formazione, ma ci si ritrova come comunità professionale e insieme si cresce. Continuo a tornare al Festival ogni anno perché il Festival non è solo formazione, è anche un momento dove ci si ritrova e ci si condivide esperienze, dubbi, campagne e tutto quello che si è fatto durante l'anno. In più c'è una componente importantissima che è il fatto che al Festival ci si diverte e ogni anno questo mi spinge sempre di più a voler tornare l'anno prossimo. Il vero valore di confrontarsi tra noi fundraising è il fatto proprio di incontrarsi, ogni anno dal Festival mi porta a casa una convinzione semplice, noi cresciamo sia professionalmente sia come settore solo se ci incontriamo e condividiamo e questo è quello che fa il Festival anno dopo anno.

Marta Delfino

High Value Donors Specialist SOS Villaggi dei Bambini - Italia

Se dovessi spiegare a un collega perché vale la pena venire al Festival, direi che è un'occasione per uscire dalla quotidianità, quindi dall'ufficio, e vivere tre giorni in cui hai modo di affrontarti, trovare nuove idee, trovare nuovi stimoli, parlare con colleghi, quindi continuare a parlare di lavoro, ma di fatto in una dimensione totalmente diversa da quella della quotidianità, e poi ritornare in ufficio con nuovi stimoli, nuove idee e una super carica. Per me il Festival del Fundraising oggi è diventato un'occasione imperdibile, un regalo che ci possiamo fare, quindi tre giorni dedicati a noi che ci occupiamo di fundraising tutto l'anno, e come se fosse di fatto una festa, un incontro, un'occasione imperdibile di network.

Laura Bonomi

Direttrice Raccolta Fondi e Filantropia Amnesty International Italia

Il Festival del Fundraising oggi è diventato, in aggiunta all'esperienza formativa che è sempre stata, un'occasione per incontrare dei colleghi, confrontarsi e condividere anche tematiche problematiche, critiche o stimoli che nel quotidiano è più difficile fare. Venire al Festival ha assolutamente senso perché chi fa fundraising, perché è un'immersione in contenuti, anche in stimoli diversi, permette di uscire dalla quotidianità. Una delle cose importanti nel fundraising è che non diventi mai automatico, bisogna sempre avere stimoli innovativi, creativi e il Festival restituisce questo e non è facile, non è scontato avere questo tipo di opportunità. Quindi è sicuramente una valvola di sfogo creativo, consigliatissima. Io descriverei il Festival come un'opportunità. Sembra una cosa scontata, banale, ma non è facile nel tram tram quotidiano, nella pressione degli obiettivi che i fundraiser hanno quotidianamente, darsi l'opportunità di coltivare la propria passione, perché essere fundraiser è passione, e avere tre giorni di totale immersione sulla propria passione, quindi è una grande opportunità.

Irene Nucci

Middle donors & Direct Marketing officer Antoniano

Ogni anno torno al Festival per rinnovare e riconfermare una scelta, la scelta di fare questo lavoro, che ogni tanto durante l'anno, me ne scordo, diventa un po' tutto quasi standard, invece torno qua e faccio una bella ricarica di entusiasmo e di energia e riconfermo la mia scelta di fare la fundraiser con gioia. Un altro motivo è anche perché mi piace ritrovare i miei amici, colleghi del Master, ci facciamo gli aperitivi perché insomma il networking è importante, lo sappiamo. Se dovessi descrivere il Festival con una parola, sceglierei ritrovarsi, perché venire al Festival è un po' come ritrovare stessi le proprie motivazioni a fare questo lavoro, ritrovare le persone, colleghi e colleghe che non si vedono da tempo, ritrovare idee, spunti, un po' come una grande piazza in cui si condividono un po' di significati, direzioni, domande e idee. Il vero valore del confronto con altri fundraiser per me è il dare un po' una nuova dimensione alle cose, cioè un problema se confrontato diventa più piccolo, una soddisfazione lavorativa se confrontata diventa gigante, un'idea può diventare enorme, una mongolfiera e prendere il volo, un problema invece può diventare piccolissimo, quindi ecco per me il confronto è proprio questo, dare una nuova dimensione alle cose.

Giulia Notarianni

Referente Direct Marketing AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla

Descriverei il Festival con una parola ricarica, ricarica perché stacchiamo totalmente dalla routine del lavoro di tutti i giorni e ci ritroviamo con i nostri colleghi, partner che riescono a darci una mano nel lavoro che tutti i giorni portiamo avanti. Il vero valore di confrontarsi con altri fundraiser è la condivisione. Il nostro è un lavoro importante di supporto, di aiuto e grandi collaborazioni. Chi non è venuto al Festival del Fundraising assolutamente direi di venire, di staccare la spina, di provare l'emozione che tutti gli anni si vive qui e in questo momento.

Enrica Rota

Senior Fundraising Consultant

Sono dieci anni che non vengo al Festival, l'ultima volta era nel 2016, eravamo alla zize, eravamo credo 750. Adesso tornare dopo dieci anni a Riccione con credo 1.600 colleghi è stata un'emozione fortissima, è stata proprio una cosa che mi ha proprio emozionato, io non sono una che si emoziona normalmente, però devo dire che è stato proprio un impatto molto forte, vedere così tanti colleghi, quanto il Festival e quanto la nostra professione è cresciuta, devo dire che mi ha dato proprio tanta soddisfazionetanta voglia, tanta energia, quindi è stato veramente importante e lo è ancora. Il valore vero del prestigiare il Festival secondo me si può riassumere in due parole, la prima è networking, perché effettivamente proprio ci sono tantissimi momenti, tantissime occasioni di incontro, non solo con le persone che magari già conosci, ma che non hai l'opportunità di vedere e frequentare durante l'anno, ma anche tanti altri colleghi che puoi conoscere, con cui scambiare esperienze, confrontarsi e questo è sicuramente una grande ricchezza. E poi l'altro aspetto è l'aspetto della formazione, perché nonostante siano vent'anni che faccio questo lavoro, comunque la possibilità di ascoltare idee, confrontarsi sia con colleghi nazionali, che con tante esperienze internazionali, fa sì che poi si porti sempre a casa qualcosa, a qualche modo nuovo di vedere, magari a certi temi, che comunque arricchisce tanto poi nel lavoro di tutti i giorni e durante l'anno e questo è molto importante. Una parola per descrivere il Festival di quest'anno per me è incontri, perché è stato proprio un festival in cui ho avuto la possibilità di incontrare tantissime persone che già conoscevo, ma che non vedevo magari da tanto tempo e di conoscerne di nuovo e questo è stato molto bello, molto arrecchente.

Daniela Bianchi

Major Gift and Corporate Relations Manager Fondazione Paideia

Vengo al Festival da diversi anni, a dire la verità qualche anno l'ho saltato ma lo considero ormai un appuntamento imperdibile. L'anno scorso ad esempio ho portato a casa l'utilizzo fondamentale dei prompt e dell'AI che ho utilizzato nel mio lavoro risparmiando tempo, aumentando la mia efficienza e incrementando anche la raccolta fondi. Il Festival per me è condivisione, condivisione di esperienze, di saperi, di allegria, di risate, di momenti di convivialità e dopo tanti anni anche di tanti ricordi da condividere insieme agli altri colleghi. Chi non è mai venuto al Festival deve assolutamente venire, è il posto dove bisogna essere per iniziare a fare fundraising ma anche per coltivare e crescere sempre di più in formazione, networking e anche in voglia di farcela, voglia di affrontare le sfide quotidiane che il lavoro di fundraiser pone. La parola chiave di questo Festival è coraggio, è suggerito dallo slogan però è proprio una cosa che si respira anche nella professione di tutti i giorni e nel terzo settore in generale. Il trend è quello della fiducia, nonostante la tecnologia, nonostante l'aumento delle competenze e dei saperi rimane fondamentale ispirare fiducia nelle persone e rimane un valore chiave per chi fa fundraising.

Emmanuele Bittarelli

Responsabile comunicazione ed eventi Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer

Al Festival del Fundraising, noi praticamente dalla prima edizione che veniamo come Fondazione Meyer, nel tempo prima eravamo un paio di persone, poi il team si è allargato, quest'anno siamo in cinque colleghi, il Festival è sempre stato un appuntamento annuale a cui non rinunciamo perché comunque è un momento di scambionetwork anche con le altre realtà, associazioni. Ma vabbè, quando esci dal Festival torni a casa con una valigia di idee e di buoni propositi per l'anno, poi nella realtà pratica dell'attività quotidiana riesci a mettere in pratica poco di quello che porti, però quello che mi piace è che comunque ti dà le idee, ti dà il giusto modo di riflettere e ragionare e questo poi si ripercuote insomma sull'attività lavorativa di tutti i giorni. Al festival ci si diverte intanto, sono tre giorni in cui si lavora tanto perché le sessioni partono la mattina presto e si arriva la sera, però è un momento di scambio, di confronto con le altre realtà, anche con i fornitori volendo, ne abbiamo conosciuti molti che poi ci hanno affiancato nel tempo, è un buon modo per cambiare per tre giorni l'attività lavorativa che svolgi durante tutto l'altro dell'anno. Ci sono tanti fornitori fra cui Arkage, ormai da tre anni, ci affiancano, abbiamo cominciato con una campagna che era quella del 5x1000, poi hanno cominciato ad affiancarci anche con quella del Natale, quest'anno faremo anche quella Lasciti con loro, è stato un bellissimo percorso che sta andando avanti tuttora, non li abbiamo conosciuti al Festival, anzi siamo noi che abbiamo portato a Arkage al Festival, però insomma adesso stanno facendo la parte dei protagonisti anche qua.

Cecilia Latini Corazzini

Responsabile di comunicazione e raccolta fondi Cittadinanza Ets

Per me oggi il Festival del Fundraising, dopo tanti anni che partecipo, è proprio un appuntamento fisso, una cosa che aspetti con quell'ansia bella delle cose che arrivano, che sai che anche se è un momento magari in cui sei pieno di lavoro, affaticato, sarà proprio una ricarica di energia e ti aiuterà ad aprire la mente sempre su nuove idee. E dove rincontrerai vecchi amici e ne troverai di nuovi. Vale la pena venire perché ci sono sempre tantissimi spunti da piccole e grandi organizzazioni che possono servire sia nel lavoro di tutti i giorni, sia anche come nuove idee, nuovi spunti, nuove pratiche che possono darti quell'input in più da poi portare nel tuo lavoro quotidiano, nella tua organizzazione. E poi vale la pena perché si incontrano tantissime persone provenienti da tantissime organizzazioni, piccole, grandi, medie, e ognuno ha un po' qualcosa da raccontare, magari una storia di successo che potrebbe essere utile anche a te, oppure anche molto utile per il confronto con le persone che lavorano nel tuo stesso settore. Credo che questa sia una ricchezza bellissima. Cosa direi a chi non è mai venuto, questo è facile, l'ho appena detta stamattina a una mia collega che per il primo anno verrà al Festival, che sarà stupendo, sarà veramente una scanica ad adrenalina che si porterà dietro anche per tutti i mesi successivi e sentirà il cervello aprirsi, respirare di idee nuove, stimoli nuovi e davvero c'è tanto divertimento insieme alla convinzione di fare un bellissimo lavoro e di farlo per qualcosa di bello.

Barbara Mazzon

One-off Fundraiser LAV

Cosa mi porta sempre a casa dal Festival? Beh, le persone. Perché le persone che ci sono qui, professionisti e professioniste, non si trovano da nessun'altra parte. Perché vale la pena venire al Festival? Beh, è ovvio, per potersi confrontare, per poter avere nuove idee e soprattutto continuare ad imparare. Il vero valore nel confrontarsi con altri fundraiser, e soprattutto con i fundraiser che ci sono qui, è quello di poter avere infiniti punti di vista. E questo ti permette di evolvere e di imparare. Il vero valore nel confrontarsi con gli altri fundraiser è quello di sentire di nuovo che cosa ci ha portato tutti qua. Il fatto che ci emoziona parlare del nostro valore, del nostro lavoro e il fatto di essere riusciti finalmente a unire la nostra etica e il nostro lavoro.

Marco Vitale

Coordinatore Fundraising presso Francescani per la Vita
 

Cosa mi è rimasto del Festival 2024? Sicuramente la sensazione di incontro e un po' di ritorno a casa e per tutti noi fundraiser, come se fosse un po' un grande aeroporto dove arrivano aerei da tutte le parti con storie diverse, ma che si incontrano in un posto comune e poi sono pronti a ripartire con nuove idee e nuovi stimoli.

Perché è importante il Festival del Fundraising? Per ritrovare un po' le nostre certezze, i nostri punti sicuri e allo stesso tempo trovare nuove idee e nuove occasioni di confronto per portare avanti le nostre cause.

Federica Maltese

Foundations manager Medici Senza Frontiere


Il Festival del Fundraising del 2024 si conferma quello che è un po' tutti gli anni, la possibilità di incontrare colleghe e colleghe e ricevere da loro veramente quella spinta che ci farà andare avanti fino al Festival del Fundraising 2025.

Rivedersi, risalutarci, riabbracciarci, chiederci com'è andata, come va, cosa stai facendo e sapere che dall'altra parte c'è qualcuno che ti capisce, ti conforta e sa esattamente quello che stai passando. Magari hanno un'idea nuova, hanno un modo diverso di vedere la stessa cosa che stai vivendo tu e ti possono aiutare in questo senso.

Per me il Festival è soprattutto persone, colleghe, colleghi e amici di fatto.

Alessandro Benedetti

Segretario Generale della Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Anna Meyer di Firenze


L'importanza del Festival del Fundraising è che annualmente è un'occasione di incontri e di confronto. Il tema di quest'anno era il tema della speranza. In realtà, più che di speranza, del venire al Festival vi è la certezza.

La certezza di avere nuovi stimoli, nuove idee e la certezza di portarsi a casa questi stimoli e queste idee per poter implementare, svolgere e fare meglio il proprio lavoro.

Quindi diventa una sorta di palestra su cui si prendono gli attrezzi del mestiere e poi a casa ci si allena per fare meglio il proprio allenamento e il proprio lavoro. 

Alessandra La Palombara

Responsabile Fundraising AIL - Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma ONLUS - Sezione di Bologna
 

Allora il Festival del Fundraising in 3 parole… direi vita, impatto e felicità.
Vita, perché è l’evento che cambia la vita di noi professionisti del nonprofit, di noi fundraiser, in Italia. L’ha cambiata dall’inizio e penso che non sarebbe così la nostra vita di fundraiser se non ci fosse il Festival.


Impatto, perché da quando è nato il Festival ha creato un impatto nel fundraising incredibile nella nostra professionalità, nel modo di essere professionisti in Italia e in ambito internazionale nell’ambito del fundraising.


Felicità perché si percepisce quando arrivi, la si sente, e io sono molto felice di aver incontrato l’amore della mia vita al Festival e quest’anno c’è anche la nostra bambina, che se non ci fosse stato il Festival probabilmente Allegra non sarebbe arrivata, quindi per me è particolarmente speciale.  

Francesco Armellino

Responsabile Individual Giving Fondazione Gaslininsieme ETS

Al Festival del Fundraising abbiamo parlato della campagna 5x1000 di AISM per fare un passo avanti alla ricerca e di come questa è nata, è cresciuta, l’abbiamo ottimizzata negli anni e dei risultati che abbiamo ottenuto. In particolar modo abbiamo aumentato del 10% l’incasso del 5x1000 e dell’8% il numero di firmatari.

Questa è una campagna di grande impatto per l’associazione. Il Festival del Fundraising è importante perché è il momento dell’anno in cui puoi rallentare, puoi confrontarti con i colleghi ed è d’ispirazione. È quel momento in cui unisci i puntini e vai a pescare dalle esperienze di altre associazioni per poi portarti a casa un sacco di energia e un sacco di stimoli per l’anno che verrà.

Miriana Zacca

Fondazione PIME Onlus


Io sono Miriana, vengo da Milano e sono qui con Fondazione PIME Onlus. Questa è la mia prima volta al Festival del Fundraising ed è un'esperienza veramente unica.

Mi porto a casa incontri veramente interessanti con tantissime realtà da tutta Italia e soprattutto incontri con professionisti, grazie ai quali ho avuto veramente tantissimi spunti che spero potrò mettere poi in pratica sul mio lavoro a Milano.

Sarah Conigliaro

Comunicazione e Marketing presso  AFC Fiorentina

Del Festival del Fundraising mi ha colpito tantissimo la popolazione, nel senso, il pubblico che avete: interessato, interessante, ha popolato tutta Riccione di viola e dei vostri pass e di arancione che è il vostro colore. Anche il pubblico che ha assistito al mio intervento mi è piaciuto tantissimo quanto fosse interessato, quanta curiosità avessero nello scoprire il progetto della Fiorentina e come questo si applicasse al mondo della scuola.

Devo dire che è stata una bellissima scoperta. Il progetto che io ho raccontato oggi è appunto un progetto che viene realizzato dalla Fiorentina calcio, ma che si applica al mondo delle scuole. Questo perché crediamo sia importante per qualsiasi azienda e per noi in primis come società di calcio mettere a frutto la capacità di amplificatore che abbiamo per veicolare messaggi positivi.

Abbiamo scelto il mondo della scuola per cercare di aiutare i ragazzi di elementari, medie e superiori a conoscere meglio lo strumento del web e saperlo utilizzare per promuovere il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente. Questo secondo noi è il futuro: cioè dare uno spessore alle aziende che vada oltre al semplice veicolare prodotti e servizi verso un target, ma anche arricchirsi di significati e assumersi una responsabilità sociale verso il territorio e verso gli stakeholder che ci circondano.

Veronica Rimoldi

Fundraiser e Grant Officier presso Fondazione PIME Onlus


Dal Festival del Fundraising 2024 mi porta a casa sicuramente tanti stimoli, tanta voglia di fare e di continuare quello che è il mio lavoro e tanta passione e condivisione perché ho conosciuto persone molto interessanti e ho scambiato contatti quindi sicuramente potranno nascere collaborazioni.

Sebastiano Moneta

Fondatore di Data Prosper

Perché è importante il Festival del Fundraising? Perché ormai è una indissolubile attività e momento che unisce tutti i fundraiser.

È un appuntamento che non può essere mancato da nessuno. Per migliorare la propria attività professionale, ma soprattutto anche per fare networking.

Chiara Schiavon

Consulente


Ho deciso di diventare la community leader del Festival del Fundraising perché essere parte di questa famiglia è meraviglioso e ci permette di conoscere professionisti e storie del fundraising da molto vicino.

L'importanza del Festival del Fundraising per chi fa questo mestiere è la possibilità di incontrare ogni anno colleghi da tutta Italia e l'occasione di ascoltare best practices di organizzazioni da tutti i settori.

Mariangela Cappiello

Coordinatore Gestione Donatori presso Fondazione Telethon


Al Festival del Fundraising ho parlato di WhatsApp, quindi di come abbiamo implementato questo sistema di messaggistica istantanea nel donor journey multicanale di Fondazione Telethon.

L'impressione sul Festival 2024 è un po’ quella che ho tutti gli anni, cioè tornare un po’ a casa. È vero quello che c'è scritto qui fuori e l'impressione è quella di nonostante non si conosca praticamente quasi nessuno, non ci si sente mai soli perché c'è veramente questa comunione di intenti. Quindi sicuramente il plus è quello di riuscire a parlare con persone diverse che si occupano di cose diverse, e di missioni diverse.

Nick Scott

Digital, AI e Strategy Consultant


Sono molto felice di partecipare al Festival del Fundraising perché credo che sia molto importante. Parlerò dell'IA ed è molto importante che tutti si attivino e pensino a come usarla a fin di bene e a come fermarne gli usi negativi. E questo significa andare ovunque, in ogni Paese, e partecipare a questa iniziativa. E le persone di ogni organizzazione nonprofit e di beneficenza in tutti i Paesi. Questa è un'altra occasione per raccogliere questo messaggio. È un'opportunità. Ma dobbiamo anche unirci, collaborare per superare i confini.

La mia speranza per il mondo, che credo sia la stessa della raccolta fondi, è quella di aiutare le persone e il pianeta a migliorare il futuro. Spero che la raccolta fondi abbia successo, perché le organizzazioni che sosteniamo ne hanno bisogno più che mai. E quindi spero davvero che le persone vengano a questo Festival e portino via consigli, cose, idee su come migliorare la loro raccolta fondi, e che questo si traduca in un impatto reale sul campo: vite salvate, persone aiutate e un pianeta migliore. Ecco perché lo facciamo.

Kara Logan Berlin

Ceo di Harvest
 

È molto importante per me essere qui al Festival del Fundraising, perché è così bello essere circondati da persone che amano questo lavoro, che ne sono entusiaste e che capiscono quanto sia importante fare un buon lavoro nel mondo. Dobbiamo tutti trovare fondi, quindi significa molto essere qui, dove le persone hanno la mia stessa gioia nel sostenere le organizzazioni che hanno bisogno delle nostre risorse.

So che il motto o il tema del Festival di quest'anno è la speranza, e questa è sempre una cosa divertente per me quando penso alla raccolta di fondi, perché dico sempre che la speranza non è una strategia. Ora, la speranza è comunque necessaria quando si deve credere che si possa fare meglio, che si possa fare di più, che si possa lavorare sodo e che tutto ciò sarà ripagato. E questa è una parte molto importante. Ma bisogna anche sapere come arrivarci, e questa è una parte importante, credo, del successo di questo lavoro.

Lucrezia Matera

Major Donors Specialist presso Save the Children Italia


Al Festival del Fundraising vi parlerò di uno strumento di raccolta fondi molto, molto interessante che noi di Save the Children abbiamo sperimentato nella raccolta da grandi donatori che può essere veramente uno strumento utile anche nelle vostre organizzazioni per far fare un po’ quel famoso salto della piramide ai vostri donatori.

Il Festival del Fundraising per me è un bellissimo momento di condivisione e di fratellanza. Per me perché è molto bello, una volta all'anno, potersi ritrovare tutti insieme tra colleghi fundraiser, anche se di organizzazioni diverse, con ruoli diversi, per mettere insieme le idee, le le gioie e i dolori del nostro lavoro e fare tutto questo divertendosi.

Alessandra Delli Poggi

Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi presso Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Come ogni anno mi attendo tanto networking, tanti stimoli e la possibilità di ascoltare colleghi, di farmi venire nuove idee, di copiare bene e migliorare e soprattutto di vivere insieme. Come sempre una grande esperienza di generosità.

Consapevolezza anche del nostro lavoro che cresce sempre di più ed è sempre più strutturato. Per me avere speranza vuol dire essere parte attiva della costruzione della speranza, ovvero di un progetto, di un sogno che si realizza. Ma essere parte attiva, protagonista, che partecipa insieme ad altri alla creazione di un sogno.

Nancy Arnot Taussig

Senior Consultant Upsall International

Significa molto venire dagli Stati Uniti in Italia per partecipare a questo Festival e poter parlare del tema dello sblocco del potenziale dei consigli di amministrazione. È qualcosa di veramente importante per la salute e la vita della nostra organizzazione, ed è molto emozionante vedere gli oltre 1.000 partecipanti qui e quanto la filantropia e il fundraising siano arrivati lontano in Italia. È stato davvero emozionante vederlo.

Direi assolutamente ai miei colleghi di venire qui l'anno prossimo. L'intera organizzazione è stata grandiosa. Ci sono stati relatori straordinari. La possibilità di ascoltare alcune traduzioni. Penso che sia accessibile a un pubblico più globale. Quindi è stato davvero ben fatto.

Io sono una persona molto fiduciosa. Dico sempre ai miei figli e ai miei amici che dobbiamo essere persone di speranza. Perché nel mondo stanno accadendo molte cose. Ci sono molte cose che ci porterebbero davvero allo sgomento, ma noi per proimi dobbiamo essere persone di speranza. 

Per questo penso che le organizzazioni qui e in tutto il mondo facciano un lavoro incredibile, offrendo programmi e servizi per dare speranza agli altri e salvare i bambini. Vediamo persone in situazioni molto difficili che hanno speranza. Quindi dobbiamo avere speranza. E penso che sia qualcosa di cui il mondo ha più bisogno.

Valerio Lochiatto

Digital Marketing Specialist presso Caritas Ambrosiana

 

È il primo primo anno che vengo qua al Festival del Fundraising mi aspetto di conoscere tante sfaccettature, visto che siamo in un momento dove praticamente le competenze si dice devono essere orizzontali sì, ma anche verticali. Però per comprendere gli altri, se non si hanno tutti quegli aspetti tecnici che non si possono approfondire tutti perché non possiamo fare tutti quei percorsi.

Ecco, mi aspetto di conoscere altri professionisti o persone che perlomeno hanno la voglia di condividere, di vedere altri aspetti, comunque esperienze uniche, perché ogni realtà è un mondo a parte..

Davide Antoni

DigitalFundraiser & Marketing Specialist presso Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro

 

Che cosa mi porto a casa dal Festival del Fundraising 2024? Sicuramente la consapevolezza che il digitale, per come lo avevamo conosciuto fino adesso, è morto e soprattutto tante nuove, tanti nuovi amici e nuove conoscenze.

Lara Robbiani

Specialista sul campo presso Associazione Dare

Mi chiamo Lara Robbiani, vengo dalla Svizzera ed è la prima volta che vengo al Festival.

Per me è una grossa opportunità perché ho una piccola associazione che sta crescendo a vista d'occhio e tra le cose che c'è bisogno c'è bisogno di sostenibilità, per cui la ricerca di fondi è una cosa molto importante.

Davide Arosio

Responsabile Individual Giving presso Fondazione IEO-MONZINO

 

Mi porto a casa dal Festival del Fundraising 2024 sicuramente il piacere di rivedere colleghi e anche fornitori con cui è sempre bello scambiare nuove idee.

E lo spunto che c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare e che si può sempre migliorare, per cui bisogna continuare giorno dopo giorno a lavorare e impegnarsi per fare sempre un fundraising migliore.

Milo Hasbani

Vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche

 

Sono Milo Hasbani. Sono vicepresidente dell'Unione delle Comunità ebraiche, partecipo a questo evento come comunità ebraica di Milano e la mia impressione è veramente fantastica perché una organizzazione come come partecipazione come eventi come come tutto dunque anche temi molto interessanti e diciamo copre un po tutte le mie aspettative.

Mirca Renzetti

Vice Presidente presso La Formica Cooperativa Sociale s. r.l.

Io sono Mirca Renzetti, vengo da Rimini, sono della cooperativa sociale La Formica. Per me il Festival è un'occasione di incontro, di approfondimento e di appunto valorizzare sempre di più quelli che sono gli aspetti della raccolta fondi del valore sociale per le nostre realtà.

Io consiglierei a tutti di venire al Festival perché è un'occasione per approfondire delle tematiche di interesse e per poter fare network e confrontarsi con altre realtà del proprio settore no profit.

Gio Fumagalli

Founder Ibex Edizioni

Allora secondo me venire al Festival del Fundraising è importante perché da un lato hai la possibilità di ovviamente incontrare le persone che sono tuoi colleghi, con cui magari non scambi sempre un sacco di opinioni e informazioni perché sei iper focalizzato a fare il tuo. Per cui essere in un ambiente in cui ci sono delle persone che fanno il tuo stesso lavoro ma non nella tua stessa organizzazione è un valore aggiunto.

Dall'altra parte, per i cristiani che vengono mostrati qui non aiutano pessime sessioni teoriche, ma lavora invece su esperienze pratiche di qualcuno che fa il tuo mestiere, in un altro ambito e io sono un grande fan del prendere qualcosa che sta funzionando da una parte e portarlo nel settore in cui in cui lavoro. Quindi ti direi queste due cose.

Alice Steri

Analista dati presso Oxfam

 

Cosa mi porto a casa da questo Festival? Grinta, voglia di cambiamento e innovazione. Il Festival del Fundraising è importante perché secondo me è una fucina di idee.

Carmela Balestra

Non Profit Management presso LVIA Ong

 

Dal Festival mi aspetto di tornare a casa piena di energia perché lavorando per il terzo settore abbiamo sempre bisogno di ricaricare le nostre energie per fare bene il nostro lavoro. Mi aspetto di incontrare amiche e amici che lavorano in questo settore e di ritornare a casa carica pronta a continuare il mio lavoro.

Paola Macri

Donor Retention & Mailing Officer Amref Health Africa - Italia

Allora come diciamo... nuova arrivata all'interno dell'ambito del fundraising ho diverse impressioni, generalmente tutte positive, anzi in realtà tutte positive, e ritengo che l'avvicinamento a questo campo sia dovuto a comunque una mia analisi personale rispetto a un certo livello di empatia che ho sempre ritenuto di avere. Così come una voglia di comunicare con gli altri, di relazionarsi con gli altri che nell'ambito del fundraising sarebbero i donatori.

E il Festival del Fundraising per me è un'ottima opportunità per ancora di più inoltrarmi all'interno di questo mondo. E insomma avere l'opportunità di conoscere altre persone, altri lavoratori che hanno studiato in questo ambito.

Manuela Modica

Donor Care Specialist presso Greenpeace Italia

 

Dal Festival del Fundraising 2024 mi porto a casa l'aver incontrato tanti e tante dei miei colleghi e colleghe di Master e quindi è sempre un buon momento, un bel momento, visto che viviamo sparsi e sparse in tutta Italia, per incontrarsi e raccontarsi da quel 2018 com'è andata la nostra vita. 

E poi lavorativamente parlando, io lavoro in una grande organizzazione però mi porto a casa tante piccole idee, magari una qui, una lì che messe insieme poi mi permettono di migliorare il mio lavoro. 

Ho scelto di frequentare il Master in Fundraising perchè dopo che ho finito l'università ho deciso di voler lavorare nel mondo del nonprofit e ho provato parecchie cose. Ho fatto un corso di progettazione e poi mi sono imbattuta in un corso di fundraising. Mi è piaciuto, ho detto "ne voglio fare il mio lavoro" e ho cercato un corso di studi specialistico e specializzato nel fundraising, l'ho provato ed eccoci qua.

Massimiliano Massimelli

Direttore Generale di Fondazione Terzoluogo

Io sono entrato community leader del Festival ed è il terzo penso anno che lo faccio perché è un bel modo di vivere il Festival in maniera un po' diversa, cioè di non viverla solo come fruitore, ma viverla anche dall'altra parte, dalla parte dell'organizzazione.

Siccome secondo me questo è un Festival che veramente eccelle dal punto di vista organizzativo, ma anche sono riscontri che sento da dagli amici e colleghi che sono qua è molto bello poterne fruire e godere delle sessioni va anche bello vedere il lavoro che fanno che si fa dietro le quinte e quindi io mi porto a casa sempre una sorta di formazione su questi aspetti e quindi mi sembra molto interessante e poi è bello perché comunque è una famiglia che ci si ritrova tutti gli anni e quindi anche un modo diverso per stare assieme sarà ancora più vicini.

Luca Saade

Project Manager Fondazione Unipolis

 

Sono voluto diventare un volontario del Festival del Fundraising perché sto finendo i miei studi in economia sociale e da diversi anni comunque sono vicino al terzo settore, alle associazioni e mi piaceva l'idea di vedere un altro aspetto che affronto poco di solito, e cioè quello della raccolta fondi e di come anche chi si occupa di questo mondo si forma e interagisce tra di loro con i propri colleghi. Quindi è un po questo il motivo principale. 

Sono molto contento perché sto vedendo le persone felici di stare qua, felici di parlare tra di loro e anche di confrontarsi anche con noi volontari. Quindi molti ci chiedono da dove veniamo, che percorso abbiamo. Ed è bello perché non siamo visti solamente come quelli che permettono alle persone di stare qua ma appunto come parte attiva.

Chiara Tuscano

Responsabile Marketing & Fundraising presso AIL Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma ONLUS

 

Per me il Festival del Fundraising è condivisione e la possibilità di fare networking, di incontrare colleghi e di imparare dalle loro esperienze, di far meglio nel mio lavoro.

Paola Maggi

Responsabile Innovazione e Sviluppo Donatori Privati presso Fondazione Progetto Arca

 

Cosa mi porto a casa dal Festival del Fundraising 2024? Come sempre tantissime opportunità di networking, l'opportunità di stare a contatto con i colleghi, fare team building con i colleghi, il fatto che bisogna approfondire la possibilità di creare una cultura dei processi all'interno dell'organizzazione e, come sempre, la possibilità di stare con voi volontari splendidi del Festival.

Elena Vecchini

Digital Marketing Manager Essere Animali

 

È un po come il Natale, perché nonostante tutto l'anno, poi finalmente arriva una cosa che ti porti a casa. Sono soprattutto gli incontri con le persone. E poi chiaramente anche un bagaglio di conoscenze. Bello importante il Festival del Fundraising. Parlerò di una campagna un po' folle, in realtà, che si chiama "Il mese degli animali." È partita da una singola idea per poi unire tante altre cose al sostegno per poi c'è un pizzico di peer to peer, un pizzico di attivismo e un pizzico di corporate fundraising.

Michele Messina

Digital Marketing Manager presso CESVI

 

Quest'anno al Festival del Fundraising insieme al mio compagno di merende Gio Fumagalli parliamo dei megatrend digitali che stanno cambiando il fundraising, stanno cambiando internet, come ci hanno investito e come ci investiranno. Ma soprattutto proviamo a dire "come provare a sopravvivere". Perché i megatrend online è difficile poterli prevedere, bisogna semplicemente farsi trovare pronti per poterli poi cavalcare o comunque non affogare.

Se consiglierei il Festival? Decisamente sì, perché è un'occasione comunque per vedersi, per ritrovarsi, anche per fare quelle due tre chiacchiere che insomma fanno bene e ti ricaricano per tutto l'anno.

Clara Urso

Junior Legacy & Legal Officer presso LAV

 

Riassumerei le caratteristiche fondamentali di un fundraiser in tre E:
- energia.
- empatia.
... e qual era l’altra?
Energia empatia ed entusiasmo.

Francesca di Maolo

Direttrice presso Istituto Serafico di Assisi

Oggi al Festival del Fundraising ho parlato della campagna in aiuto promossa dall'Istituto Serafico per bambini e ragazzi con gravi disabilità. Il Serafico è un centro che si occupa appunto di diagnosi, cura e riabilitazione di bambini con gravi disabilità. E parlare della campagna promossa dal nostro Istituto è stata l'occasione anche per mettere a fuoco i nodi e i dubbi che si incontrano quando si chiedono soldi per un centro sanitario, ma anche il modo per ricostruire alcune verità che spesso ci siamo dimenticati.

E queste verità sono che tutti siamo chiamati ad esprimere solidarietà per la realizzazione dei diritti fondamentali. E allora il fundraising ha anche un'altra funzione di cui a volte, se si parla poco, che è quella di costruire democrazia e giustizia.

Per me il Festival del Fundraising è una grande occasione di relazioni, di incontro ma anche di condivisione di valori. E un modo per ripartire. Appassionati al servizio dei diritti fondamentali delle persone.

Greta Granzini

Responsabile Fundraising Individui presso SOS MEDITERRANEE Italia

 

Al Festival del Fundraising ho parlato durante la Digital Marathon e ho raccontato come all'interno di SOS Méditerranée, che è l'organizzazione per cui lavoro, cerchiamo di districarci un po come fanno i giocolieri tra la pianificazione a lungo termine che è necessaria in ogni organizzazione e le emergenze che, come potete immaginare, sono davvero all'ordine del giorno.

Secondo me il Festival del Fundraising è un momento fondamentale per tutti i fundraiser per incontrarsi, per fare networking, per imparare nuove strategie, per scambiarsi consigli.

Ma è soprattutto fondamentale per chi magari è un aspirante fundraiser o vuole diventare fundraiser, perché in questo modo può davvero apprendere tantissimi trucchi dai suoi colleghi più esperti. E questo è anche il motivo per cui io mi sono candidata ormai da due anni come speaker, perché mi fa piacere poter restituire a qualche giovane fundraiser quello che io ho appreso e imparato dai fundraiser più anziani in tutti gli anni precedenti.

Sono al mio 13º al Festival, quindi comunque ho avuto l'opportunità di impararne e mi piace poterle condividere con chi invece magari si trova qui per la prima volta.

Mario Flauret

Social Media Manager presso Fondazione Lega del Filo d'Oro

 

Mi chiamo Mario, vengo da Faenza e sono voluto diventare un Heroe del Festival perché mi piace tornare qua e incontrare vecchi amici. È sempre un'occasione poi, anche per confrontarsi sia sul lavoro che sulla vita.

Il Festival del Fundraising è un momento dove si continua a pensare al lavoro che facciamo, però in modo un po' più leggero, ci si confronta e si imparano cose nuove.

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